CRISI ENERGETICA
Ecco cosa sta accadendo
In data 22/12/2006 è stato approvato in via definitiva dal Consiglio dei Ministri il decreto legislativo che modifica il Dlgs 192/2005 sul rendimento energetico in edilizia.
Il nuovo decreto prevede, tra le altre cose l’estensione dell’obbligo di certificazione energeticaagli edifici esistenti a partire dal 1° luglio 2007
. La certificazione energetica diventa obbligatoria per gli edifici superiori a 1000 m², nel caso di compravendita dell’intero immobile, mentre, dal 1°luglio 2008, l’obbligo scatta anche per gli edifici sotto i 1000 m², sempre nel caso di compravendita dell’intero immobile.
Dal 1° luglio 2009, inoltre, il certificato di efficienza energetica diventa requisito obbligatorio anche per
la compravendita di singoli appartamenti. Sempre dal 1° gennaio 2007 la certificazione energetica diventa requisito indispensabile per accedere agli incentivi pubblici. Queste norme sono state create al fine di ridurre il dissipamento di energia causato principalmente dagli strumenti di climatizzazione che, ogni anno, consumano il 40% del
fabbisogno di energia nazionale. In particolare si è notato che la spesa per il condizionamentoclimatico estivo è arrivata a superare la spesa nazionale per il riscaldamento.
Verrà agevolato l’utilizzo di caldaie ad alta efficienza nelle zone climatiche più fredde, al posto dei vecchi impianti di riscaldamento. Per gli immobili nuovi e nel caso di ristrutturazione di edifici, sarà obbligatorio installare sistemi schermanti esterni, al fine di contenere il consumo energetico per il condizionamento. Negli edifici di nuova costruzione verrà imposta la creazione di sistemi per la produzione di almeno il 50% delle acque calde sanitarie.
Entro il 31 dicembre 2008 le regioni e le provincie autonome, in accordo con gli enti locali, predisporranno un programma di qualificazione energetica del patrimonio immobiliare,
finalizzato al conseguimento di ottimali risultati di efficienza energetica. Ciò porterà anche ad una pianificazione del territorio incentrata allo sfruttamento della radiazione solare.
Le disposizioni sopra citate porteranno ad una classificazione di ogni singolo edificio in una scala di consumo energetico. La posizione nella suddetta scala influirà nel valore di ogni singolo immobile.
Gli effetti previsti e sperati dall’attuazione della disposizione sono:
•Riduzione del consumo di energia per imprese e famiglie, con conseguente risparmioeconomico.
•Riduzione di emissione di sostanze inquinanti con conseguente tutela dell’ambiente.
•Stimolazione dell’innovazione tecnologica per consentire al sistema Italia di reggere lacompetitività internazionale.
Certificato energetico per gli edifici
Dal 1° luglio 2007 scatta anche per i vecchi edifici l’obbligo di certificazione energetica, ma solo
nel momento in cui vengono immessi sul mercato immobiliare.
Sarà proprio questo certificato a determinare in buona parte il valore dell’edificio stesso, comportando una inevitabile corsa del mercato immobiliare all’edificio con minor consumo energetico.Tutti i nuovi edifici verranno progettati in modo da soddisfare le richieste del mercato e saranno dotati di impianti termo-solari per il riscaldamento dell’acqua e di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica.
La ricerca della miglior esposizione al sole comporterà di conseguenza una maggior sofferenza ai caldi estivi che, secondo i decreti legislativi, dovrà essere combattuta mediante schermature esterne da applicare ai singoli edifici, e non mediante impianti di condizionamento, che farebbero precipitare il consumo energetico dell’edificio stesso, causando l’immediato svalutamento nel mercato immobiliare.
Studi di livello europeo, condotti in luoghi rappresentativi delle principali situazioni climatiche (Bruxelles, Roma, Budapest, Stoccolma) hanno dimost
rato che a seconda delle caratteristiche dell’edificio esso subisce più o meno l’influenza termica. In particolare i principali fattori di condizionamento sono: la tipologia di finestre, il tipo di utenza che utilizza l’edificio (pubblica o residenziale), la tipologia di schermatura applicata, la posizione di installazione della schermatura stessa (interna o esterna), la condizione di lavoro della schermatura stessa.
I risultati della ricerca sono stati questi:
•Le schermature solari e le persiane permettono, a livello europeo, una riduzione fattibile di CO2 pari a 31 mt/a, grazie alla riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento.
•Tende e persiane permettono,a livello europeo, una riduzione fattibile di CO2 pari a 80 mt/a, grazie alla
riduzione del fabbisogno energetico per il condizionamento.
1. Le tende e le persiane , in alcune situazioni climatiche, possono rendere superfluo un sistema di condizionamento attivo.
2. Tende e persiane hanno il massimo effetto sul fabbisogno energetico per il condizionamento nelle regioni meridionali ed occidentali.
3. L’impatto in termini di riduzione del fabbisogno energetico effettori schermature, tende e persiane, aumenta in presenza di locali più ampi.
4. Persiane avvolgibili e fisse o tende da interno hanno lo stesso impatto sul fabbisogno energetico per il riscaldamento invernale. Schermature, tende e persiane esterne
invece, risultano più efficaci nell’abbattimento dei guadagni passivi estivi e quindi nella riduzione del fabbisogno energetico per il condizionamento.
5. L’effetto di tende e persiane per la riduzione del fabbisogno energetico per il riscaldamento di rivela ben più importante negli edifici ad utilizzo residenziale.
efficienza_energetica1
In base al Dlgs 190/2005 agli edifici verrà assegnata una “classe energetica”che ne stabilirà il fabbisogno energetico in termini di riscaldamento, condizionamento, luce, acqua calda, etc. Si avranno così edifici POCO ENERGIVORI ovvero con valori da 30 kwh/mq—CLASSE A ed edifici che richiedono maggiore consumo di energia con
valori di 160 kwh/mq—CLASSE G ed efidifici in classi intermedie (B;C;D;E;F;). Se si considera che, il salto tra una classe e l’altra è circa di 15-20 kwh/mq, diventa importante per il progettista valutare con attenzione tutti i contributi che possono essere sommati per raggiungere una classe “più alta”, che si traduce in:
•un valore maggiore in fase di compravendita.
•Una minore aggressività fiscale.
•Minori costi di esercizio

 

0 commenti

Lascia un Commento

Vuoi partecipare alla discussione?
Fornisci il tuo contributo!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *